RFF025 JUDA – QUEL BREVISSIMO ISTANTE IN CUI TI MANCHI

QUEL BREVISSIMO ISTANTE IN CUI TI MANCHI” è l’attimo in cui ti risvegli e prendi coscienza di essere sull’orlo del baratro.
Un momento di lucidità nella follia o un momento di follia in un eterna lucidità.
La presa di coscienza di ciò che si sta facendo in stato di incoscienza o di tilt emotivo. Un istante indefinito, brevissimo per definizione, ma non quantificabile nel tempo che viviamo giornalmente perché il tempo dettato dai sentimenti e dagli stati emotivi non è quantificabile. Attimi che sembrano vite e vite che volano in un attimo fino al momento in cui ciò che siamo nel nostro animo più profondo, non ci viene a mancare. Fino a quando non percepiamo un assoluto bisogno di rimediare a ciò che ha provocato lo strappo con noi stessi.
E’ l’istante in cui si decide il tuo prossimo percorso, la tua distruzione, la tua salvezza. L’attimo in cui, per esempio, ti stai per bucare e un’immagine di ciò che eri, della tua estrema innocenza, dell’ ultimo angolo di purezza che ti è rimasto, blocca la punta dell’ago sulla cute, congelando quel momento in una tempesta dell’anima.
Non esistono regole scritte e non è questione di fare la cosa giusta sbagliata, ma di prendere o non prendere la strada verso cui stai per incamminarti.
L’istante in cui ti fermi al bivio tra la tua innocenza e la corruzione, tra un nuovo inizio ed un’ultima fine. Un’istante che disegna il tuo cammino fino ad un nuovo brevissimo istante in cui ti manchi, se mai ti ricapiterà.
Tanti sono gli stati gli istanti, più o meno brevi, che durante questi 4 anni ci hanno portato a intraprendere strade. Non siamo capaci di giudicarli, ci è solo concesso riconoscere quelli più vicini e sperare che ci abbiano indirizzato verso percorsi non accidentati. Proprio la speranza è uno dei temi affrontati nei testi.
Una speranza debole seppur viva. Una speranza che si manca, illusa dal tradimento, dall’abbandono immotivato di persone che credevi care, dal loro giudizio, dall’esclusione, dalla paura di fallire.
L’album apre con VIBRA, un inno alla speranza e alla musica e chiude con RIFLESSI NEL GHIACCIO, un inno all’amore, alla sempre più difficile costruzione dei rapporti tra esseri viventi.
La scelta del titolo non vuole essere in contrapposizione con la scelta di un doppio album con 2 ore e 10 minuti di musica. Come spiegato un “brevissimo istante” non ha tempo calcolato/calcolabile. E’ uno stato dell’anima che si perpetua in un tempo “X” che ognuno di noi vive come una “eterna frazione di secondo” e che ognuno di noi percepisce a modo suo.
Ciò vuol dire che 2 ore e 10 minuti, si possono considerare “un brevissimo istante” nell’arco di una vita.
2 ore e 10 minuti che sono la somma di tutti i brevissimi istanti in cui ci siamo mancati da quando abbiamo chiuso “malelieve”.
Questo è stato uno dei motivi che ci ha spinto a mettere tutti i pezzi concepiti durante questo periodo in un solo album. Altro motivo, ma non secondario, riguarda il fatto che abbiamo ritenuto più onesto azzardare una proposta così impegnativa, seppur variegata, anziché adottare la filosofia tanto in voga della “musica fast food” e dei mini EP ogni 6 mesi per poter sempre generare

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