RFF021 Tapso II – Close distances

Crediamo che le canzoni di “Close distances”, rispecchino sia la condizione di lontananza fisica che abbiamo vissuto come band, i cui membri si trovano spesso dislocati in varie parti d’Italia e d’Europa, sia la vicinanza sentimentale e affettiva che proviamo come amici che ci porta continuamente a fare sacrifici per vederci, parlare, ridere, litigare, vivere e suonare insieme.
D’altronde, anche molta altra gente vive le propri relazioni così. Altri invece, pure essendo vicini fisicamente, si trovano lontani sentimentalmente, affettivamente e umanamente. E anche di questo, purtroppo, si fa spesso esperienza. Poi c’è questa dimensione intermedia del filtro digitale, dei social network, della rete virtuale che illudono di una vicinanza che in realtà è lontananza. E anche di questo viviamo oggi. Di questa forma di vita espansa, di questa “Life in a Multipleid World”, che fa della quotidianità un’esperienza sempre più complessa, strutturata, moltiplicata: dove c’è sempre una linea di passaggio da un mondo ad un altro (Over The Border Line) di cui dover tenere conto, dove la gravità non è mai abbastanza (There Is No Gravity Enought), le preghiere si sprecano (Prayers and Sunglasses), a volte ci si perde in ricordi del passato (Thinking in Reverse), nell’immagine di persone care (Sara) o di spaventose paure (Scary Needs); dove, alla fine, ciò che conta resta quanto e come hai saputo amare (What You Lovest Well) sotto la coltre eruttiva di un vulcano in continua attività (Rough Red Beauty).
E’ la vita dello “switch on/switch off” incessante, condizionata da un multi-tasking continuo di attività, incontri, battaglie, vittorie, sconfitte, amicizie e amori. Sono tutte sensazioni, a volte vere, spesso soltanto virtuali. Ma sono comunque sensazioni di cui tener conto.
Penso che tutto l’album sia condizionato da questa impressione continua di “vicinissima lontananza”, da questo ossimoro esistenziale e dal tentativo di muoversi dentro, di riuscire a trovare un respiro sincero, nonostante tutto. Vivere il momento di vicinanza al meglio delle nostre possibilità, pienamente.
Contemporaneamente, dare un senso alla distanza, una giustificazione che possa permetterci di andare avanti, di spingere un po’ oltre il nostro orizzonte individuale.
Close Distances: in fondo, già il titolo è sintesi della musica in esso contenuta. La vicinanza del “sentire” con le distanze del “divenire”, la rotazione di emozioni e atmosfere che si accavallano e insieme confluiscono inconsciamente nelle emozioni dei singoli.
L’ascolto fluido, ma non libero da spigolosità. Il suono, per scelta crudo ed essenziale, riflette per intero le sensazioni, nessuna esclusa, del momento in cui è stato suonato ed impresso.

Titolo album: Close distances (Master yourself)
Band: Tapso II
Registrato da: Sasha Tilotta with “Dreams factory analog studio” at “The house of hope”
Mastering: Bob Weston at Chicago Mastering
Artwork: Danilo Garro
Photography: Maria Vittoria Trovato
Formato: Digipack/lp
Numero tracce: 09
Cod. cat.: TR002/RFF021
Codice a barre: 838876557706

Tapso II
Giancarlo Mirabella / batteria
Giovanni Fiderio / violino e organo elettrico
Stefano Garaffa Botta / chitarra e voce

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